david-troeger-i3lmajjcp-o-unsplash
5327-david-troeger-i3lmajjcp-o-unsplash
Diamo la parola
alla musica

Diamo la parola

alla musica


facebook
twitter
instagram

per contattarci scrivi a

blog@hildegardmusicassociation.com

Quest'opera è distribuita

con Licenza Creative Commons

Attribuzione 4.0 Internazionale.​

88x31
il blog dell'Associazione musicale Hildegard

facebook
twitter
instagram

Il sax di Pedro Iturralde: una voce per unire i popoli

22/04/2021 12:59

Caterina Barontini

Novecento, Musica della contemporaneità, Sax, Pedro Iturralde, Compositori spagnoli,

Il sax di Pedro Iturralde: una voce per unire i popoli

Ascoltando Iturralde percepiamo il suo desiderio e bisogno di fare musica per unire culture e tradizioni, sempre in sintonia profonda con il timbro del sax.

“Non suonare il sax. Lasciati suonare da lui.” Parola di Charlie Parker, il re del bebop... ma questa frase avrebbe potuto essere pronunciata anche dal musicista che vorrei presentarvi oggi: Pedro Iturralde (Falces, 13 luglio 1929 – Madrid, 1° novembre 2020), sassofonista, compositore e docente di sax al Reale Conservatorio Superiore di Musica di Madrid fino al suo pensionamento nel 1994. Iturralde. Voglio cercare di pronunciare bene il suo nome tra me e me per prepararmi a farvi incontrare la sua musica, voglio cadere sulla a tonica come se la doppia r fosse uno scivolo acquatico che mi lancia in alto perché il tuffo sia spettacolare. Ditelo sottovoce con me perché è il nome, da non dimenticare, di un musicista che ci ha lasciato recentemente e ci ha donato tanti frutti maturi dall’albero del suo pensiero. È difficile definire di che specie siano, in quanto felici contaminazioni e ibridazioni tra jazz e flamenco (Jazz Flamenco), tra musica d’arte, jazz, musica leggera e folklore (Suite Hellénique) o tra musica d'arte e tradizioni popolari (Pequeña Czarda, Memorias), a seconda della stagione creativa. Aggiungere altro a livello generale sui suoi tratti stilistici mi risulterebbe limitativo, perché nel caso di Iturralde si può entrare nel dettaglio solo considerando una per volta le sue opere: si tratta di un musicista che non è ascrivibile ad altra categoria che non sia quella degli “alberi liberi”, per restare in questa metafora... e cosa ne sai dei prossimi frutti che faranno? Sai solo che saranno buoni, perché tutto parte dalla linfa che è buona.

 

A proposito di categorie, non a caso per parlare delle esperienze musicali più vicine a noi in storia della musica si usa la categoria temporale del Novecento molto più spesso rispetto a categorie stilistiche come le avanguardie musicali, il neoclassicismo musicale o il minimalismo. Per inciso, se l'Ottocento musicale è stato il trionfo della soggettività, il Novecento è stato il trionfo del soggettivismo, il secolo in cui le categorie stilistiche stanno strette ai compositori e agli storici a causa della volontà di ogni autore di scrivere secondo il suo linguaggio musicale, di cui egli stesso è artefice di grammatica e sintassi (basti pensare a Debussy, Ravel, Stravinskij, Messiaen, Bartók...). Il Duemila, dalle premesse che abbiamo, sembra essere il secolo dell'individualismo, quindi più di sempre abbiamo fame di musica che unisce.

 

Ascoltando Iturralde percepiamo il desiderio e il bisogno dell'autore di fare musica per unire culture e tradizioni, di comporre per aprire un laboratorio di sintesi creativa tra idiomi stilistici, lo stesso meraviglioso intento che in contesti, modi e proporzioni diverse era stato perseguito da Bach nel Barocco, da Mozart nel Classicismo, da Beethoven nell'aprire la strada al Romanticismo e così via. Considerare la musica come terreno di incontro tra i popoli, come fusione di più stili e come linguaggio che connette mente, corpo e spirito, per integrare i livelli del reale, è il desiderio e il bisogno di tutti gli autori e artisti. Per tutti noi l’unico desiderio che è anche un bisogno è ricreare l'unità del reale e lo sappiamo.

 

È curioso notare come possano esistere tentativi felici di sperimentazione e fusione anche preliminarmente a qualsiasi volo del pensiero. Mi riferisco al sax: questo strumento è frutto di un'ibridazione tra il clarinetto, del quale conserva il bocchino con l'ancia, e l'oficleide, un ottone derivato dall'antico "serpentone", lo strumento basso della famiglia dei cornetti rinascimentali. I primi nomi del sax furono "nuovo oficleide" e "oficleide a bocchino", ma in effetti come nomi non suonavano bene (scusate il gioco di parole) e fu molto meglio chiamarlo sax, o sassofono, dal cognome del suo inventore, il costruttore belga Adolphe Sax (1814–1894), che brevettò il nuovo strumento nel 1846. Hector Berlioz nella ripubblicazione del 1855 del suo Trattato di strumentazione e di orchestrazione ha lodato il sax notando qualcosa di doloroso nei suoni acuti e qualcosa di grandioso in quelli gravi. Un timbro che si presta a "raccontare" tutto ciò che di doloroso e di grande deve espandersi fuori dal petto, uscire dall'ombra. Lo strumento è stato da subito accolto nei più disparati contesti e generi musicali.

 

La scrittura di Iturralde ha una grandissima aderenza alle potenzialità espressive del timbro del sax. Vorrei proporvi l'ascolto di Jazz Flamenco, Suite Hellénique e Memorias.

Jazz Flamenco

Glissando sui nodi irrisolti dell'origine di questa parola, il flamenco è un'espressione musicale dell'Andalusia che è nata nel Settecento come musica di strada e poi si è "spostata" nei locali all'inizio dell'Ottocento, nei cafés de cantes (apprezzati dai borghesi, sempre più attratti dal folklore); costituisce la sintesi tra Andalusia cristiana e musulmana e raccoglie influenze eterogenee di gitani, mercanti ebrei e schiavi africani. In aggiunta a tutto questo, sono evidenti anche elementi mutuati dalla musica cubana nei ritmi dell'habanera (poi confluiti nel tango), della rumba e della milonga, che si innestano nella primitiva forma del cante jondo, che si pone fra il sistema temperato occidentale e quello orientale con intervalli microtonali. Il cante jondo è l'espressione autentica del sentimento alimentato dal disagio esistenziale e dalla ricerca della propria identità.

 

Negli anni Cinquanta e Sessanta Lionel Hampton, John Coltrane e soprattutto Miles Davis hanno subito l'incanto del flamenco. Erano gli anni in cui il jazz vedeva scemare la sua energia e vitalità. Il rock 'n roll muoveva i primi passi grazie ad alcuni visionari musicisti afroamericani mentre altri musicisti bianchi come Dave Brubeck cercavano una propulsione creativa in forme musicali sempre più libere e intellettuali.

 

La contaminazione tra jazz e flamenco fu inaugurata da Miles Davis con la traccia Flamenco Sketches, un'improvvisazione su cinque scale modali tratta dal visionario album Kind of Blue (1959) e fu confermata con il successivo album Sketches of Spain (1960), il più venduto della storia del jazz.

 

Nel 1967 Pedro Iturralde con Jazz Flamenco ha dato un grande contributo con il suo quintetto e Paco de Lucía. Iturralde ha portato questa fusione ad un livello più profondo anche grazie a una contingenza quasi casuale: il critico e organizzatore di concerti Joachim Berendt affermò che nel gruppo musicale guidato da Iturralde avrebbe voluto anche un chitarrista. Iturralde, da vero talent scout, si presentò con il diciannovenne Paco de Lucía, destinato a un luminoso avvenire. Il loro gruppo, chiamato da allora "Pedro Iturralde Quintet & Paco de Lucía", ha fatto concerti in Europa, America e Asia. Il quintetto era composto, oltre al sax tenore di Iturralde, da Dino Piana (trombone), Erich Peter (basso), Paul Grassl (piano) e Peer Wyboris (batteria).

Suite Hellénique

La Suite Hellénique è stata composta originariamente per quartetto di sassofoni, ma è stata trascritta per sax e pianoforte e successivamente per altre formazioni; si articola in cinque movimenti: Kalamatianós, Funky, Valse, Kritis, Kalamatianós; fu pubblicata nel 1994 e dedicata al giovane sassofonista greco Theodore Kerkezos, oggi musicista di fama internazionale che collabora con le più grandi orchestre ottenendo riconoscimenti prestigiosi come il "Gina Backauer Awards" (2016), in cui è stato definito "artista dell'anno".

 

Il nome Kalamatianós si riferisce al ballo tipico della regione circostante Calamata, nel sudest del Peloponneso. Questo ballo è uno dei più diffusi in Grecia ed è in 7/8 (3+2+2), ritmo tipico del folklore greco, con melodie basate su varie scale modali.

Il secondo movimento, Funky, si sviluppa su un tessuto armonico in stile funky che resta invariato per tutto il brano (questa struttura è detta "basso ostinato") e il solista svolge su di esso melodie molto libere con carattere di improvvisazione.

Il successivo Valse comincia con un'introduzione in stile jazz valse, con frequenti quadriadi jazz, seguita da una sezione più eterea con melodie distese ispirate al folklore greco che poi si immette in una sezione swing costruita su una scala blues, per poi ritornare alla ripresa della sezione introduttiva.

La danza greca Kritis, dell'isola di Creta, in 2/4, in modo eolico è uno slancio dionisiaco, un'ebbrezza sonora che si disperde nell'aria con vortici di semicrome frenetiche.

Ciò che preme a Iturralde è l'unitarietà dell'opera, suggellata dalla ripresa finale del Kalamatianós a conclusione della suite. Il protagonismo del sax distilla timbri popolari e classici.

Memorias

Per concludere, vorrei proporvi Memorias, frutto di una fusione tra la musica colta e il pathos delle tradizioni popolari spagnole, con incursioni anche in altri stili, come il blues. Se domani dovessi far ascoltare a un alieno un solo brano per mostrargli com'è la voce di un sax, cosa nasconde nelle sue vibrazioni, cosa manifesta nei suoi sussulti, sceglierei questo.

 

In questo periodo in cui l’incertezza esistenziale è attaccata all’amplificatore, prendiamo coraggio e scendiamo negli angoli più remoti di noi stessi... al riparo dal rumore sincretico del nostro tempo, che attrae e ferisce, ci nutriremo di sintesi creative come di una linfa ricostituente. Ne abbiamo bisogno per tornare nella sincresi quotidiana da nuovi esploratori, con uno sguardo più limpido e un cuore più forte. Per scoprire che anche desiderio e nostalgia possono essere un tutt’uno, mentre l’anima canta e piange con la voce di un sax.

 

Caterina Barontini

home

Mia Martini, Minuetto. Un’analisi appassionata
Popular music, Storia della canzone italiana, Mia Martini, Giorgio Gaber, Franco Califano, Festivalbar,

Mia Martini, Minuetto. Un’analisi appassionata

Ilaria Barontini

19/11/2023 18:02

A cinquant'anni dall'uscita, riascoltiamo Mia Martini in "Minuetto" (Baldan Bembo-Califano), dalla scrittura musicale e testuale potente e evocativa.

Sigle di anime e altre musiche: ricordi di chi è (stato) bambino sul serio
Popular music, Sigle dei cartoni animati,

Sigle di anime e altre musiche: ricordi di chi è (stato) bambino sul serio

Ilaria Barontini

15/11/2022 19:02

Tra la seconda parte degli anni '70 e la metà degli '80 ce li chiamavano ancora "cartoni animati". Ma c'era di mezzo il computer (in modi d'epoca! Olt

A cena sulle stelle con Piero Ciampi
Popular music, Musica e poesia, Storia della canzone italiana, Piero Ciampi,

A cena sulle stelle con Piero Ciampi

Ilaria Barontini

29/06/2022 15:05

"Prima o poi inciampi in Ciampi", come pare abbia detto Paolo Conte. Un inciampo felice anche quando i contenuti dei brani sono tragici come in "Sporca estate".

L’essenzialità come poetica di contrasti ne “La Courte Paille” di Francis Poulenc
Novecento, Musica della contemporaneità, Novecento francese, Francis Poulenc,

L’essenzialità come poetica di contrasti ne “La Courte Paille” di Francis Poulenc

Caterina Barontini

13/04/2022 14:53

Dall'ascolto de "La Courte Paille" scopriamo che la sensibilità di Poulenc vibra nel contrasto tra stravaganza e malinconia. Antitesi che si risolve nell’anima.

Pasolini e il “dolce ardore” della musica
Novecento, Musica e poesia, Musica e letteratura, Pier Paolo Pasolini, Musica e cinema,

Pasolini e il “dolce ardore” della musica

Albarosa Lenzi

07/03/2022 21:11

Un ricordo di Pasolini con il focus sul suo amore per la musica, raccontato dai suoi scritti, dalle colonne sonore dei suoi film e dai suoi testi di canzoni.

“Virale”: una canzone attuale
Popular music, Storia della canzone italiana, Sanremo, Matteo Romano,

“Virale”: una canzone attuale

Ilaria Barontini

13/02/2022 16:29

Un'analisi di Virale, cantata da Matteo Romano al 72° Festival di Sanremo, che tratta un argomento chiave del nostro tempo: la dipendenza da relazioni virtuali.

Mahmood e il colore dei soldi
Popular music, Storia della canzone italiana, Sanremo, Eurovision Song Contest, Mahmood,

Mahmood e il colore dei soldi

Ilaria Barontini

29/01/2022 17:48

Mahmood in "Soldi" rimarca la negatività alienante dell'ossessione per i beni materiali, con stile e forma ibridi e con l'ampia gamma espressiva della sua voce.

Bruno Maderna e il mistero della morte
Novecento, Musica della contemporaneità, Avanguardie musicali, Novecento italiano, Bruno Maderna,

Bruno Maderna e il mistero della morte

Caterina Barontini

22/01/2022 16:56

Composizione n. 2 di Maderna è una riflessione contemporanea sul mistero della morte che scaturisce dalla rielaborazione dell'Epitaffio di Sicilo.

Mario Castelnuovo-Tedesco. Quando la musica diventa poesia
Novecento, Musica della contemporaneità, Musica e poesia, Musica e letteratura, Novecento italiano, Mario Castelnuovo-Tedesco,

Mario Castelnuovo-Tedesco. Quando la musica diventa poesia

Caterina Barontini

31/12/2021 15:18

L'itinerario creativo di Mario Castelnuovo-Tedesco dà voce ad un umanesimo moderno che si radica nell'affinità spirituale con letterati e poeti tra cui Dante.

Novecento, Ottorino Respighi, Generazione della svolta, Novecento italiano,

Visioni dell’arte musicale dalla “generazione della svolta”. Respighi

Caterina Barontini

13/11/2021 14:48

All'interno della “generazione dell’Ottanta", Respighi mira a coniugare la ricerca di nuovi colori orchestrali alla riscoperta di valori musicali del passato...

La canzone italiana degli anni Sessanta tra strade già percorse e nuove possibilità espressive: riflessioni sul troncamento vocalico
Novecento, Popular music, Storia della canzone italiana,

La canzone italiana degli anni Sessanta tra strade già percorse e nuove possibilità espressive: riflessioni

Ilaria Barontini

03/10/2021 15:50

Il troncamento vocalico è un elemento rilevante nel rapporto tra testo e musica; ecco perché la sua scomparsa ha aperto nuove strade alla canzone italiana.

Dutilleux. Forgiare suoni con lo slancio di un sogno
Novecento, Musica della contemporaneità, Tempo e musica, Novecento francese, Henri Dutilleux,

Dutilleux. Forgiare suoni con lo slancio di un sogno

Caterina Barontini

26/07/2021 20:03

Ultimo depositario del Novecento francese, è il padre di una musica astratta imbevuta della visionarietà di chi cerca una simbiosi tra musica, arte e cultura.

Il sax di Pedro Iturralde: una voce per unire i popoli
Novecento, Musica della contemporaneità, Sax, Pedro Iturralde, Compositori spagnoli,

Il sax di Pedro Iturralde: una voce per unire i popoli

Caterina Barontini

22/04/2021 12:59

Ascoltando Iturralde percepiamo il suo desiderio e bisogno di fare musica per unire culture e tradizioni, sempre in sintonia profonda con il timbro del sax.

Alexander Arutiunian. Dalle radici armene, l'universale in musica
Novecento, Musica della contemporaneità, Alexander Arutiunian, Compositori armeni,

Alexander Arutiunian. Dalle radici armene, l'universale in musica

Caterina Barontini

14/03/2021 16:41

La musica di Alexander Arutiunian (1920-2012) fonde il patrimonio armeno, colto e popolare, con la tradizione romantica russa di Tchaikovsky e Rimsky-Korsakov.

Marcel Bitsch tra sogno e ironia
Novecento, Musica della contemporaneità, Marcel Bitsch, Novecento francese,

Marcel Bitsch tra sogno e ironia

Caterina Barontini

07/03/2021 14:11

Marcel Bitsch (1921-2011) dà una voce contemporanea ai paradossi dell'esistenza con una sensibilità originale che si ispira a Bach, ai romantici e a Stravinsky.

Mango. Dalla voce in poi
Popular music, Pino Mango, Storia della canzone italiana,

Mango. Dalla voce in poi

Ilaria Barontini

28/02/2021 14:39

Raffinatezza + spontaneità = innovazione. Equazione che ritroviamo nella voce di Mango, nell'album "Adesso", in "Dal cuore in poi": uno zoom appassionato.

Musica della contemporaneità, Tango, Folclore argentino, Opera lirica,

Tango all'Opera

Albarosa Lenzi

07/02/2021 13:42

"Tango all'Opera" di Roberto Molinelli, nuova release ora online, è la fusione creativa dell'opera lirica e del folclore argentino. Anna Serova e i Tango Sonos!

Intorno ai messaggi di Schubert
Ottocento, Romanticismo, Franz Schubert, Liederistica,

Intorno ai messaggi di Schubert

Caterina Barontini

31/01/2021 14:16

La musica di Schubert è specchio di un pensiero limpido e incisivo che nei Lieder sgorga spontaneamente dalla parola e nella musica strumentale è poesia sonora.

Il direttore per antonomasia: Arturo Toscanini
Tra Otto e Novecento, Direzione d'orchestra, Arturo Toscanini,

Il direttore per antonomasia: Arturo Toscanini

Caterina Barontini

16/01/2021 22:10

Direttore d'orchestra? Per essere al servizio della partitura. Alcune note su questa figura professionale, ricordando Toscanini nell'anniversario della morte.

“Lei verrà” e “Mia madre”: riflessioni sulle musiche di Mango con le parole di Alberto Salerno
Popular music, Pino Mango, Alberto Salerno, Storia della canzone italiana,

“Lei verrà” e “Mia madre”: riflessioni sulle musiche di Mango con le parole di Alberto Salerno

Ilaria Barontini

09/01/2021 16:12

La collaborazione tra Alberto Salerno e il grande cantautore Mango ha dato alla luce canzoni di una bellezza fuori dal tempo, come “Lei verrà” e “Mia madre”.

Preludio programmatico

di Caterina Barontini – 22/11/2020

Diamo la parola alla musica! In tutti i sensi: vogliamo che questo blog sia uno spazio di ascolto musicale e allo stesso tempo di esplorazione guidata dentro la musica, per aiutare chiunque passi di qua a captare i messaggi nascosti "fra i righi" del pentagramma. Perché questo spazio? Perché la musica ha bisogno di parole, oggi più che mai, per poterci parlare con tutta la sua forza?