david-troeger-i3lmajjcp-o-unsplash
5327-david-troeger-i3lmajjcp-o-unsplash
Diamo la parola
alla musica

Diamo la parola

alla musica


facebook
twitter
instagram

per contattarci scrivi a

blog@hildegardmusicassociation.com

Quest'opera è distribuita

con Licenza Creative Commons

Attribuzione 4.0 Internazionale.​

88x31
il blog dell'Associazione musicale Hildegard

facebook
twitter
instagram

“Lei verrà” e “Mia madre”: riflessioni sulle musiche di Mango con le parole di Alberto Salerno

09/01/2021 16:12

Ilaria Barontini

Popular music, Pino Mango, Alberto Salerno, Storia della canzone italiana,

“Lei verrà” e “Mia madre”: riflessioni sulle musiche di Mango con le parole di Alberto Salerno

La collaborazione tra Alberto Salerno e il grande cantautore Mango ha dato alla luce canzoni di una bellezza fuori dal tempo, come “Lei verrà” e “Mia madre”.

La collaborazione tra Alberto Salerno, noto paroliere e produttore, e il grande cantautore Mango (nome completo Giuseppe Mango, detto Pino) ha dato numerosi e preziosi frutti, tra cui non si possono non citare Lei verrà e Mia madre, che hanno una bellezza fuori dal tempo in cui sono state scritte e pubblicate. Esse meritano un ascolto attento e rivelano il valore di Mango e la sua importanza nella storia della canzone.

 

 

Mia madre è stata interpretata in modo così sentito ed efficace da Pino Mango da far credere erroneamente che parlasse di sua madre, mancata due anni prima; Salerno, l’autore del testo (scritto sulla musica di Mango nel 1988), aveva invece dedicato le parole del brano a sua madre, appena scomparsa. Il metro non sempre regolare e l'originalità della musica hanno evocato un testo con frasi e parole molto ispirate e affatto scontate. In particolare, è da segnalare una parte della melodia (in corrispondenza delle parole "Chiudo gli occhi e scendi in me/ leggera ormai/ come l'aria che con te/ io respirai") che alterna frasi costituite da note che procedono prevalentemente per grado o per salti di terza a frasi che insistono sul più ampio intervallo di quarta giusta, su cui oscillano con ostinazione; questo si presta ad evocare quasi una doppia percezione, due realtà inconciliabili eppure compresenti. 

 

Nel brano, Salerno parla di sua madre non attraverso ricordi personali, ma soprattutto cercando di descriverla quando era una ragazza, a partire da una fotografia. Il ritratto che si delinea è vago ed evanescente, così come ormai non può che essere il suo amorevole abbraccio. Quella di Mango è un'interpretazione talmente intensa ed espressiva da aggiungere poesia e universalità al testo, che finisce con l'esprimere l'amore non solo per tutte le madri, ma anche per tutte le persone care che ognuno di noi ha perduto, ripensate nel fiore degli anni con "immensa nostalgia".

 

Lei verrà partecipò a Sanremo del 1986 (XXXVI edizione) ed è la mia canzone preferita di tutta la storia del Festival. Il brano segue il modello formale anglosassone Chorus-Bridge [vedi nota 1], ma è reinventato e arricchito da molti fattori: un inizio che prende armonicamente dal reggae (e la stessa successione armonica viene riproposta anche nella Coda del brano); una vocalità fin da subito estranea a tali ambiti ma di grande efficacia, ricchezza ed espressività: Mango è stato definito giustamente il più internazionale degli artisti italiani, ma non è solo questo, perché nella sua voce possiamo trovare anche caratteristiche chiaramente italiane e folkloristiche; un lirismo nuovo per un brano Chorus-Bridge, anche perché affidato in modo particolare al Bridge, quasi a infondere nella forma tipica anglosassone la caratteristica tutta italiana del Ritornello che segue la Strofa e presenta il punto di maggiore espansione [vedi nota 2]. Il Chorus si apre con le prime due parole, "Lei verrà", secondo il modello formale citato, che, pur avendo avuto precedenti di successo al Festival (come ad esempio Una lacrima sul viso e Zingara), non è da considerarsi proprio "sanremese", essendo a tutt’oggi più frequenti le canzoni Strofa-Ritornello o le ballate monostrofiche [vedi nota 3]. Il modello C-B non viene del tutto rispettato: l’incipit del Bridge (che non è esposto interamente, ma solo "presentito") corrisponde alle parole "stai qui con me" e introduce una linea melodica che non ritroveremo più nel brano. Dopo l’episodio "stai qui con me/ stanotte piove/ e piove su noi/ che non ci incontriamo mai” la musica si interrompe; si ascolta poi nuovamente il Chorus e le parole del titolo stavolta hanno una grande dilatazione ritmica, dopodiché la musica torna a tempo sul battere successivo, in corrispondenza dell’ultima sillaba della parola "verrà" (eseguita con un abbellimento e ritmo swingato). I vocalizzi sono spesso sull'ultima sillaba della frase ("sete", "verrà", "già", "va", "me", "città", "sole"…). Verso la fine del brano un lunghissimo vocalizzo su "avrò" e un altro su “dai” (molto più breve) creano l’effetto dei puntini sospensivi: il discorso si interrompe e lascia spazio all'immaginazione. Tutti i vocalizzi sono resi con spontanea maestria, ed esulano sia dal contesto pop-rock che da contesti black e reggae, rimandando ad altri generi, che comprendono anche caratteri simili a stilemi rintracciabili in varie epoche della musica classica (viene però felicemente trasgredita l'antica regola di non vocalizzare l'ultima sillaba di una parola). Un’altra caratteristica musicale è la vivacità ritmica che pervade l’interpretazione del brano, in particolare nella Coda, in cui emerge il canto scat. Tutti gli elementi sono miracolosamente in armonia tra loro.

 

Il testo di Salerno, di grande ambiguità e vaghezza semantica, coglie benissimo le possibilità offerte dalla musica, a cui si lega perfettamente.

Interrogato sul significato del brano, Pino Mango in interviste dell'epoca rispondeva che il "lei" del testo non si doveva intendere necessariamente riferito a una donna, ma poteva anche alludere a un ideale, come la giustizia. È talmente tutto indefinito che può esprimere mille significati. Questo è il significato letterale: il protagonista si rivolge idealmente a una donna con cui ormai l'amore è finito ("amore che non dai più sogni"), e si dichiara pronto e fiducioso ad accogliere un nuovo amore che verrà. È ottimista anche per la persona che non ama più: "e ci sarà il sole nella stanza in fondo agli occhi tuoi". Facendone una versione in prosa, sarebbe come dire: "e il tuo animo sarà felice"; quanto è più ricco ed efficace il testo originale… Questo ottimismo verso il futuro convive con la situazione presente, che è comunque irrisolta, esprimendo al tempo stesso sentimenti di fiducia e drammaticità. Ecco di nuovo l'ambiguità del testo e la ricchezza della musica a dar voce a sentimenti contrastanti. Questo ricorda vagamente il pucciniano Un bel dì vedremo; anche chi ascolta resta sospeso febbrilmente: qui però quanto viene espresso, pur in modo indefinito, non è un augurio disperato, ma profondamente permeato di energia costruttiva.

 

In Lei verrà, Mango privilegia gli accenti su tempi deboli, con un ulteriore effetto cinetico. L'ampia varietà ritmica contraddistingue e accompagna sempre il suo modo di cantare, che risulta così immediato da sembrare istintivo, ma, ascoltando bene, si basa su una raffinata consapevolezza armonica e si avvale di un'incredibile ricchezza timbrica e di sfumature.

Una grande presenza di parole tronche, soprattutto in finale di frase ("scenderà" e le già citate "verrà", "città", "avrò”…), permette al testo di aderire alla vitalità ritmica della musica e di restituire un'immagine sonora completa dell'energia costruttiva di cui parlavo: il protagonista è già proiettato nel futuro, reso musicalmente anche con un dinamico arrangiamento eseguito da suoni sintetici, oggi dal sapore vintage ma al tempo all'avanguardia, che scandiscono ritmicamente il brano a partire dalla seconda presentazione del Chorus, dialogando con la voce, evidenziandone l'espressività con pause o momenti rarefatti o sottolineandone la dinamicità; la voce prende spunto dal disegno ritmico della base per elaborarlo e variarlo nella Coda.

L’arrangiamento fa ascrivere il brano al genere elettropop, ma come abbiamo visto in realtà c'è una compresenza di molti generi e stilemi. "Dai...", l'ultima parola, interrompe la ripetizione della frase e, dopo una pausa della voce (sottolineata dalla percussione), si trasforma nel canto scat della Coda, che presenta fonemi simili: la sillaba più ricorrente è "da". Ciò sembra dirci che ormai quello che poteva essere espresso a parole è stato già detto e il "tempo che verrà" citato nel testo è ora affidato all’improvvisazione musicale. Fin dalle prime esecuzioni, la Coda di Lei verrà ha offerto al suo autore e interprete l'opportunità di spaziare liberamente in vocalizzi sempre diversi, giocati in infinite varianti ritmiche.

 

Ilaria Barontini


[1] Nelle canzoni in forma Chorus-Bridge il punto focale è all’inizio del brano, in modo esclamativo, non discorsivo. Le canzoni di questo tipo sono spesso brevi e le ripetizioni si riducono man mano che si procede. Il processo è implosivo, cioè chiuso, senza evoluzione (es. Nel blu dipinto di blu di Modugno e Sapore di sale di Paoli – entrambe con schema Verse-Chorus-Bridge –, Yesterday dei Beatles…).

 

[2] Le canzoni in forma Strofa-Ritornello sono opposte alle canzoni del tipo C-B, in quanto S e R sono variamente ripetuti, anche con riff strumentali che richiamano ora la Strofa, ora il Ritornello, con cambi di tonalità… Può esserci Intro (strumentale), a volte ripetuta ad ogni strofa. Tali canzoni seguono un processo esplosivo, di accumulo; la struttura risulta aperta, tesa all’ampliamento (es.: Io che non vivo di Pino Donaggio, Azzurro di Paolo Conte, Vacanze romane dei Matia Bazar, Almeno tu nell’universo di Mia Martini…).

 

[3] La forma ballata monostrofica non ha alternanza fra le diverse parti: cambia il testo, ma non la musica (es. filastrocche, canzoni popolari, ma anche canzoni d’autore: Bob Dylan, Simon e Garfunkel…, Bella senz’anima di Riccardo Cocciante, Amore senza fine di Pino Daniele, La canzone del sole di Lucio Battisti…).

home

Mia Martini, Minuetto. Un’analisi appassionata
Popular music, Storia della canzone italiana, Mia Martini, Giorgio Gaber, Franco Califano, Festivalbar,

Mia Martini, Minuetto. Un’analisi appassionata

Ilaria Barontini

19/11/2023 18:02

A cinquant'anni dall'uscita, riascoltiamo Mia Martini in "Minuetto" (Baldan Bembo-Califano), dalla scrittura musicale e testuale potente e evocativa.

Sigle di anime e altre musiche: ricordi di chi è (stato) bambino sul serio
Popular music, Sigle dei cartoni animati,

Sigle di anime e altre musiche: ricordi di chi è (stato) bambino sul serio

Ilaria Barontini

15/11/2022 19:02

Tra la seconda parte degli anni '70 e la metà degli '80 ce li chiamavano ancora "cartoni animati". Ma c'era di mezzo il computer (in modi d'epoca! Olt

A cena sulle stelle con Piero Ciampi
Popular music, Musica e poesia, Storia della canzone italiana, Piero Ciampi,

A cena sulle stelle con Piero Ciampi

Ilaria Barontini

29/06/2022 15:05

"Prima o poi inciampi in Ciampi", come pare abbia detto Paolo Conte. Un inciampo felice anche quando i contenuti dei brani sono tragici come in "Sporca estate".

L’essenzialità come poetica di contrasti ne “La Courte Paille” di Francis Poulenc
Novecento, Musica della contemporaneità, Novecento francese, Francis Poulenc,

L’essenzialità come poetica di contrasti ne “La Courte Paille” di Francis Poulenc

Caterina Barontini

13/04/2022 14:53

Dall'ascolto de "La Courte Paille" scopriamo che la sensibilità di Poulenc vibra nel contrasto tra stravaganza e malinconia. Antitesi che si risolve nell’anima.

Pasolini e il “dolce ardore” della musica
Novecento, Musica e poesia, Musica e letteratura, Pier Paolo Pasolini, Musica e cinema,

Pasolini e il “dolce ardore” della musica

Albarosa Lenzi

07/03/2022 21:11

Un ricordo di Pasolini con il focus sul suo amore per la musica, raccontato dai suoi scritti, dalle colonne sonore dei suoi film e dai suoi testi di canzoni.

“Virale”: una canzone attuale
Popular music, Storia della canzone italiana, Sanremo, Matteo Romano,

“Virale”: una canzone attuale

Ilaria Barontini

13/02/2022 16:29

Un'analisi di Virale, cantata da Matteo Romano al 72° Festival di Sanremo, che tratta un argomento chiave del nostro tempo: la dipendenza da relazioni virtuali.

Mahmood e il colore dei soldi
Popular music, Storia della canzone italiana, Sanremo, Eurovision Song Contest, Mahmood,

Mahmood e il colore dei soldi

Ilaria Barontini

29/01/2022 17:48

Mahmood in "Soldi" rimarca la negatività alienante dell'ossessione per i beni materiali, con stile e forma ibridi e con l'ampia gamma espressiva della sua voce.

Bruno Maderna e il mistero della morte
Novecento, Musica della contemporaneità, Avanguardie musicali, Novecento italiano, Bruno Maderna,

Bruno Maderna e il mistero della morte

Caterina Barontini

22/01/2022 16:56

Composizione n. 2 di Maderna è una riflessione contemporanea sul mistero della morte che scaturisce dalla rielaborazione dell'Epitaffio di Sicilo.

Mario Castelnuovo-Tedesco. Quando la musica diventa poesia
Novecento, Musica della contemporaneità, Musica e poesia, Musica e letteratura, Novecento italiano, Mario Castelnuovo-Tedesco,

Mario Castelnuovo-Tedesco. Quando la musica diventa poesia

Caterina Barontini

31/12/2021 15:18

L'itinerario creativo di Mario Castelnuovo-Tedesco dà voce ad un umanesimo moderno che si radica nell'affinità spirituale con letterati e poeti tra cui Dante.

Novecento, Ottorino Respighi, Generazione della svolta, Novecento italiano,

Visioni dell’arte musicale dalla “generazione della svolta”. Respighi

Caterina Barontini

13/11/2021 14:48

All'interno della “generazione dell’Ottanta", Respighi mira a coniugare la ricerca di nuovi colori orchestrali alla riscoperta di valori musicali del passato...

La canzone italiana degli anni Sessanta tra strade già percorse e nuove possibilità espressive: riflessioni sul troncamento vocalico
Novecento, Popular music, Storia della canzone italiana,

La canzone italiana degli anni Sessanta tra strade già percorse e nuove possibilità espressive: riflessioni

Ilaria Barontini

03/10/2021 15:50

Il troncamento vocalico è un elemento rilevante nel rapporto tra testo e musica; ecco perché la sua scomparsa ha aperto nuove strade alla canzone italiana.

Dutilleux. Forgiare suoni con lo slancio di un sogno
Novecento, Musica della contemporaneità, Tempo e musica, Novecento francese, Henri Dutilleux,

Dutilleux. Forgiare suoni con lo slancio di un sogno

Caterina Barontini

26/07/2021 20:03

Ultimo depositario del Novecento francese, è il padre di una musica astratta imbevuta della visionarietà di chi cerca una simbiosi tra musica, arte e cultura.

Il sax di Pedro Iturralde: una voce per unire i popoli
Novecento, Musica della contemporaneità, Sax, Pedro Iturralde, Compositori spagnoli,

Il sax di Pedro Iturralde: una voce per unire i popoli

Caterina Barontini

22/04/2021 12:59

Ascoltando Iturralde percepiamo il suo desiderio e bisogno di fare musica per unire culture e tradizioni, sempre in sintonia profonda con il timbro del sax.

Alexander Arutiunian. Dalle radici armene, l'universale in musica
Novecento, Musica della contemporaneità, Alexander Arutiunian, Compositori armeni,

Alexander Arutiunian. Dalle radici armene, l'universale in musica

Caterina Barontini

14/03/2021 16:41

La musica di Alexander Arutiunian (1920-2012) fonde il patrimonio armeno, colto e popolare, con la tradizione romantica russa di Tchaikovsky e Rimsky-Korsakov.

Marcel Bitsch tra sogno e ironia
Novecento, Musica della contemporaneità, Marcel Bitsch, Novecento francese,

Marcel Bitsch tra sogno e ironia

Caterina Barontini

07/03/2021 14:11

Marcel Bitsch (1921-2011) dà una voce contemporanea ai paradossi dell'esistenza con una sensibilità originale che si ispira a Bach, ai romantici e a Stravinsky.

Mango. Dalla voce in poi
Popular music, Pino Mango, Storia della canzone italiana,

Mango. Dalla voce in poi

Ilaria Barontini

28/02/2021 14:39

Raffinatezza + spontaneità = innovazione. Equazione che ritroviamo nella voce di Mango, nell'album "Adesso", in "Dal cuore in poi": uno zoom appassionato.

Musica della contemporaneità, Tango, Folclore argentino, Opera lirica,

Tango all'Opera

Albarosa Lenzi

07/02/2021 13:42

"Tango all'Opera" di Roberto Molinelli, nuova release ora online, è la fusione creativa dell'opera lirica e del folclore argentino. Anna Serova e i Tango Sonos!

Intorno ai messaggi di Schubert
Ottocento, Romanticismo, Franz Schubert, Liederistica,

Intorno ai messaggi di Schubert

Caterina Barontini

31/01/2021 14:16

La musica di Schubert è specchio di un pensiero limpido e incisivo che nei Lieder sgorga spontaneamente dalla parola e nella musica strumentale è poesia sonora.

Il direttore per antonomasia: Arturo Toscanini
Tra Otto e Novecento, Direzione d'orchestra, Arturo Toscanini,

Il direttore per antonomasia: Arturo Toscanini

Caterina Barontini

16/01/2021 22:10

Direttore d'orchestra? Per essere al servizio della partitura. Alcune note su questa figura professionale, ricordando Toscanini nell'anniversario della morte.

“Lei verrà” e “Mia madre”: riflessioni sulle musiche di Mango con le parole di Alberto Salerno
Popular music, Pino Mango, Alberto Salerno, Storia della canzone italiana,

“Lei verrà” e “Mia madre”: riflessioni sulle musiche di Mango con le parole di Alberto Salerno

Ilaria Barontini

09/01/2021 16:12

La collaborazione tra Alberto Salerno e il grande cantautore Mango ha dato alla luce canzoni di una bellezza fuori dal tempo, come “Lei verrà” e “Mia madre”.

Preludio programmatico

di Caterina Barontini – 22/11/2020

Diamo la parola alla musica! In tutti i sensi: vogliamo che questo blog sia uno spazio di ascolto musicale e allo stesso tempo di esplorazione guidata dentro la musica, per aiutare chiunque passi di qua a captare i messaggi nascosti "fra i righi" del pentagramma. Perché questo spazio? Perché la musica ha bisogno di parole, oggi più che mai, per poterci parlare con tutta la sua forza?