david-troeger-i3lmajjcp-o-unsplash
5327-david-troeger-i3lmajjcp-o-unsplash
Diamo la parola
alla musica

Diamo la parola

alla musica


facebook
twitter
instagram

per contattarci scrivi a

blog@hildegardmusicassociation.com

Quest'opera è distribuita

con Licenza Creative Commons

Attribuzione 4.0 Internazionale.​

88x31
il blog dell'Associazione musicale Hildegard

facebook
twitter
instagram

Bruno Maderna e il mistero della morte

22/01/2022 16:56

Caterina Barontini

Novecento, Musica della contemporaneità, Avanguardie musicali, Novecento italiano, Bruno Maderna,

Bruno Maderna e il mistero della morte

Composizione n. 2 di Maderna è una riflessione contemporanea sul mistero della morte che scaturisce dalla rielaborazione dell'Epitaffio di Sicilo.

Che la Musikwissenschaft (musicologia), comparsa nel corso dell’Ottocento, avrebbe iniziato a illuminare il caleidoscopio dei significati e delle valenze culturali della musica era già stato intuito nell’entusiasmo dei primi studiosi e compreso nella lucida, cartesiana distinzione di fine secolo di Guido Adler tra musicologia sistematica, storica e comparata (o etnomusicologia). Ciò che era, ed è, ancora ignoto e imprevedibile è l’immensità degli apporti di queste branche di studio, che nel corso del Novecento sono state viste come sempre più interconnesse, e che procedono in equilibrio tra approccio scientifico e orizzonte umanistico, con metodi ricavati da altri ambiti (come la semiologia, l’antropologia e l’etnologia). La ricerca musicologica intende dare, anzi, riconoscere una forma all’universo che sostanzia la musica, per andare a fondo di ogni aspetto linguistico, culturale e storico-filosofico, che nell'ascolto ha spesso una rilevanza sottintesa e misteriosa, fusa insieme a tutto ciò che nella musica bella e vera è presente come un quid spirituale, insondabile e inesprimibile.

Considerando il periodo che va dalla seconda metà dell’Ottocento alla metà del Novecento, è interessante notare che il proliferare degli studi intorno alla musica sia stato parallelo al postromanticismo, alla nascita della musica moderna e poi alla comparsa delle avanguardie: da un lato fiorivano ricerche per comprendere la realtà della musica, dall’altro la ricerca compositiva si faceva sempre più intensa per dare voce alla musica della realtà. Tutto questo mentre la storia dell'umanità stava preparando, e poi vivendo, un capitolo tra i più assurdi e atroci, quello delle due guerre mondiali e dei totalitarismi. Sia lo studio, sia la creazione artistica si sentivano più che mai chiamate a sviscerare il presente e a interrogarlo sul destino e sull'essere. La tensione compositiva è andata crescendo: nel postromanticismo sussisteva tra le voci interne, come sottolinea Massimo Mila, fino a far esplodere il sistema tonale; nella sensibilità debussyana e del primo Novecento francese si manifestava nel rapporto tra nota scritta ed effetto sonoro, e tra questo e il silenzio (con la poetica delle nuances e del presque rien), in un sistema ibrido tra tonalità e modalità, e talvolta politonale; nell'espressionismo atonale e dodecafonico, vibrava in un dinamismo al confine tra suono e rumore, orfano di un'attrazione gravitazionale verso un suono-tonica, un suono-casa. Questa tensione creativa riflette quella esistenziale dell'artista che vuole spaccare in due il presente, per aprire interrogativi esistenziali profondi come una voragine, all'indomani di pagine disumane della storia.

 

È ciò che Bruno Maderna (Venezia 1920 - Darmstadt 1973) ha portato nella storia della musica, da caposcuola dell'avanguardia europea del secondo dopoguerra, introducendo in Italia l'espressionismo con una sua visione delle potenzialità espressive della dodecafonia di Luigi Dallapiccola, in seguito unita all'attrazione per le sperimentazioni elettroniche. Queste ultime vedono il loro avvento nella produzione di Maderna nel 1956 con Notturno per nastro magnetico; l'anno dopo, Musica su due dimensioni per flauto e nastro magnetico celebra un'inedita unione di strumento tradizionale e suoni elettronici, che precede di circa un anno le sperimentazioni di autori europei di area tedesca come Stockhausen e Kagel e che resta un unicum tra i brani di Maderna. In seguito, la celebre Serenata per un satellite (1969) costituirà la sua adesione alla musica aleatoria, secondo la teoria dell'alea controllata di Pierre Boulez. Il brano fu scritto in occasione del lancio di un satellite europeo da un'isola del Pacifico per osservare i fenomeni connessi alle aurore boreali.

Credo che i brani di Maderna di metà Novecento siano quelli meno noti e più densi di significati universali al di là di ogni tendenza sperimentale; sono composizioni che per questo si rivelano chiamate ad essere rivalutate e ascoltate anche oggi, alla luce delle prospettive attuali della musica.

 

Ho scelto Composizione n. 2 per orchestra (1950) perché nonostante il titolo poco attraente e poco esplicito mi è sembrata un capolavoro assoluto: l'opera si apre con l'esposizione, affidata all'oboe, della melodia greca nota come Epitaffio di Sicilo, risalente forse al I secolo a.C., la canzone più antica mai ritrovata nella sua interezza. È profondamente significativo che l'attenzione di Maderna, così calamitata dal nuovo e dall'inaudito, si sia rivolta a ciò che di più antico abbiamo della storia della musica, radicandosi nell'universo culturale che per primo ha messo una accanto all'altra la vita e la morte. In Composizione n. 2 un canto funebre si erge a simbolo della riflessione umana di fronte alla morte e contemporaneamente è la fonte da cui scaturisce tutto il brano. La prima parte è una meditazione che rielabora la melodia greca con continue citazioni variate e trasposte che sembrano evocare ciò che accade nella nostra mente quando ci troviamo in uno stato febbricitante. Da questa scrittura compositiva emerge una rappresentazione emblematica dell'impotenza umana davanti al mistero della morte, un mistero affascinante e terribile. La seconda parte del brano (a 6:49) è una reazione sempre più animata davanti a questo mistero, assimilabile alle danze rituali dionisiache dei lamenti funebri (threnoi); a 10:07 i passi felpati degli strumenti a fiato ripartono gradatamente verso una nuova sezione concitata dell'intera orchestra, fino all'acmé a 12:50; a 13:05 un'inaspettata sezione ritmica, che sembra rievocare una danza primordiale, chiude la composizione in un amalgama sonoro pieno di fascino. Il messaggio del compositore sembra essere: l'unica certezza nel naufragio del sistema tonale è il ritmo, come per significare che nel naufragio delle verità assolute l'unico imperativo è danzare per arrivare ad accogliere il mistero della morte.

 

Caterina Barontini

home

Mia Martini, Minuetto. Un’analisi appassionata
Popular music, Storia della canzone italiana, Mia Martini, Giorgio Gaber, Franco Califano, Festivalbar,

Mia Martini, Minuetto. Un’analisi appassionata

Ilaria Barontini

19/11/2023 18:02

A cinquant'anni dall'uscita, riascoltiamo Mia Martini in "Minuetto" (Baldan Bembo-Califano), dalla scrittura musicale e testuale potente e evocativa.

Sigle di anime e altre musiche: ricordi di chi è (stato) bambino sul serio
Popular music, Sigle dei cartoni animati,

Sigle di anime e altre musiche: ricordi di chi è (stato) bambino sul serio

Ilaria Barontini

15/11/2022 19:02

Tra la seconda parte degli anni '70 e la metà degli '80 ce li chiamavano ancora "cartoni animati". Ma c'era di mezzo il computer (in modi d'epoca! Olt

A cena sulle stelle con Piero Ciampi
Popular music, Musica e poesia, Storia della canzone italiana, Piero Ciampi,

A cena sulle stelle con Piero Ciampi

Ilaria Barontini

29/06/2022 15:05

"Prima o poi inciampi in Ciampi", come pare abbia detto Paolo Conte. Un inciampo felice anche quando i contenuti dei brani sono tragici come in "Sporca estate".

L’essenzialità come poetica di contrasti ne “La Courte Paille” di Francis Poulenc
Novecento, Musica della contemporaneità, Novecento francese, Francis Poulenc,

L’essenzialità come poetica di contrasti ne “La Courte Paille” di Francis Poulenc

Caterina Barontini

13/04/2022 14:53

Dall'ascolto de "La Courte Paille" scopriamo che la sensibilità di Poulenc vibra nel contrasto tra stravaganza e malinconia. Antitesi che si risolve nell’anima.

Pasolini e il “dolce ardore” della musica
Novecento, Musica e poesia, Musica e letteratura, Pier Paolo Pasolini, Musica e cinema,

Pasolini e il “dolce ardore” della musica

Albarosa Lenzi

07/03/2022 21:11

Un ricordo di Pasolini con il focus sul suo amore per la musica, raccontato dai suoi scritti, dalle colonne sonore dei suoi film e dai suoi testi di canzoni.

“Virale”: una canzone attuale
Popular music, Storia della canzone italiana, Sanremo, Matteo Romano,

“Virale”: una canzone attuale

Ilaria Barontini

13/02/2022 16:29

Un'analisi di Virale, cantata da Matteo Romano al 72° Festival di Sanremo, che tratta un argomento chiave del nostro tempo: la dipendenza da relazioni virtuali.

Mahmood e il colore dei soldi
Popular music, Storia della canzone italiana, Sanremo, Eurovision Song Contest, Mahmood,

Mahmood e il colore dei soldi

Ilaria Barontini

29/01/2022 17:48

Mahmood in "Soldi" rimarca la negatività alienante dell'ossessione per i beni materiali, con stile e forma ibridi e con l'ampia gamma espressiva della sua voce.

Bruno Maderna e il mistero della morte
Novecento, Musica della contemporaneità, Avanguardie musicali, Novecento italiano, Bruno Maderna,

Bruno Maderna e il mistero della morte

Caterina Barontini

22/01/2022 16:56

Composizione n. 2 di Maderna è una riflessione contemporanea sul mistero della morte che scaturisce dalla rielaborazione dell'Epitaffio di Sicilo.

Mario Castelnuovo-Tedesco. Quando la musica diventa poesia
Novecento, Musica della contemporaneità, Musica e poesia, Musica e letteratura, Novecento italiano, Mario Castelnuovo-Tedesco,

Mario Castelnuovo-Tedesco. Quando la musica diventa poesia

Caterina Barontini

31/12/2021 15:18

L'itinerario creativo di Mario Castelnuovo-Tedesco dà voce ad un umanesimo moderno che si radica nell'affinità spirituale con letterati e poeti tra cui Dante.

Novecento, Ottorino Respighi, Generazione della svolta, Novecento italiano,

Visioni dell’arte musicale dalla “generazione della svolta”. Respighi

Caterina Barontini

13/11/2021 14:48

All'interno della “generazione dell’Ottanta", Respighi mira a coniugare la ricerca di nuovi colori orchestrali alla riscoperta di valori musicali del passato...

La canzone italiana degli anni Sessanta tra strade già percorse e nuove possibilità espressive: riflessioni sul troncamento vocalico
Novecento, Popular music, Storia della canzone italiana,

La canzone italiana degli anni Sessanta tra strade già percorse e nuove possibilità espressive: riflessioni

Ilaria Barontini

03/10/2021 15:50

Il troncamento vocalico è un elemento rilevante nel rapporto tra testo e musica; ecco perché la sua scomparsa ha aperto nuove strade alla canzone italiana.

Dutilleux. Forgiare suoni con lo slancio di un sogno
Novecento, Musica della contemporaneità, Tempo e musica, Novecento francese, Henri Dutilleux,

Dutilleux. Forgiare suoni con lo slancio di un sogno

Caterina Barontini

26/07/2021 20:03

Ultimo depositario del Novecento francese, è il padre di una musica astratta imbevuta della visionarietà di chi cerca una simbiosi tra musica, arte e cultura.

Il sax di Pedro Iturralde: una voce per unire i popoli
Novecento, Musica della contemporaneità, Sax, Pedro Iturralde, Compositori spagnoli,

Il sax di Pedro Iturralde: una voce per unire i popoli

Caterina Barontini

22/04/2021 12:59

Ascoltando Iturralde percepiamo il suo desiderio e bisogno di fare musica per unire culture e tradizioni, sempre in sintonia profonda con il timbro del sax.

Alexander Arutiunian. Dalle radici armene, l'universale in musica
Novecento, Musica della contemporaneità, Alexander Arutiunian, Compositori armeni,

Alexander Arutiunian. Dalle radici armene, l'universale in musica

Caterina Barontini

14/03/2021 16:41

La musica di Alexander Arutiunian (1920-2012) fonde il patrimonio armeno, colto e popolare, con la tradizione romantica russa di Tchaikovsky e Rimsky-Korsakov.

Marcel Bitsch tra sogno e ironia
Novecento, Musica della contemporaneità, Marcel Bitsch, Novecento francese,

Marcel Bitsch tra sogno e ironia

Caterina Barontini

07/03/2021 14:11

Marcel Bitsch (1921-2011) dà una voce contemporanea ai paradossi dell'esistenza con una sensibilità originale che si ispira a Bach, ai romantici e a Stravinsky.

Mango. Dalla voce in poi
Popular music, Pino Mango, Storia della canzone italiana,

Mango. Dalla voce in poi

Ilaria Barontini

28/02/2021 14:39

Raffinatezza + spontaneità = innovazione. Equazione che ritroviamo nella voce di Mango, nell'album "Adesso", in "Dal cuore in poi": uno zoom appassionato.

Musica della contemporaneità, Tango, Folclore argentino, Opera lirica,

Tango all'Opera

Albarosa Lenzi

07/02/2021 13:42

"Tango all'Opera" di Roberto Molinelli, nuova release ora online, è la fusione creativa dell'opera lirica e del folclore argentino. Anna Serova e i Tango Sonos!

Intorno ai messaggi di Schubert
Ottocento, Romanticismo, Franz Schubert, Liederistica,

Intorno ai messaggi di Schubert

Caterina Barontini

31/01/2021 14:16

La musica di Schubert è specchio di un pensiero limpido e incisivo che nei Lieder sgorga spontaneamente dalla parola e nella musica strumentale è poesia sonora.

Il direttore per antonomasia: Arturo Toscanini
Tra Otto e Novecento, Direzione d'orchestra, Arturo Toscanini,

Il direttore per antonomasia: Arturo Toscanini

Caterina Barontini

16/01/2021 22:10

Direttore d'orchestra? Per essere al servizio della partitura. Alcune note su questa figura professionale, ricordando Toscanini nell'anniversario della morte.

“Lei verrà” e “Mia madre”: riflessioni sulle musiche di Mango con le parole di Alberto Salerno
Popular music, Pino Mango, Alberto Salerno, Storia della canzone italiana,

“Lei verrà” e “Mia madre”: riflessioni sulle musiche di Mango con le parole di Alberto Salerno

Ilaria Barontini

09/01/2021 16:12

La collaborazione tra Alberto Salerno e il grande cantautore Mango ha dato alla luce canzoni di una bellezza fuori dal tempo, come “Lei verrà” e “Mia madre”.

Preludio programmatico

di Caterina Barontini – 22/11/2020

Diamo la parola alla musica! In tutti i sensi: vogliamo che questo blog sia uno spazio di ascolto musicale e allo stesso tempo di esplorazione guidata dentro la musica, per aiutare chiunque passi di qua a captare i messaggi nascosti "fra i righi" del pentagramma. Perché questo spazio? Perché la musica ha bisogno di parole, oggi più che mai, per poterci parlare con tutta la sua forza?